Il MACRO, il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, riapre. E noi di VulnerarTe Magazine siamo stati alla conferenza stampa che si è svolta alla presenza del Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, dell’Assessore alla Cultura di Roma, Massimiliano Smeriglio, del Presidente di Azienda Speciale Palaexpo, Andrea Delogu, e della nuova direttrice artistica del MACRO, Cristiana Perrella.
Il MACRO riapre e si apre alla città. E chiede subito alla comunità dell’arte e alla collettività: cosa è un museo oggi? A chi si rivolge? Quale è il suo ruolo civico? Ecco che una Cristiana Perrella, più felice che emozionata, mette subito in chiaro che un museo cittadino è più di tutti i suoi direttori che si sono succeduti nel tempo e che lo faranno in futuro. Perché un museo è innanzitutto un luogo, un luogo che aiuta a comprendere il presente, ad immaginare il futuro, che genera la comunità, un luogo di incontro, in cui fisicamente incontrarsi. E questo luogo, complesso e difficile, che è il MACRO, torna, dunque ad essere IL LUOGO.
Sono riaperte le sale studio, la biblioteca, la sala cinema, le aule didattiche; sono riaperti il bar e il ristorante. I tempi saranno tempi e ritmi differenti: quelli lenti delle esposizioni e dello studio, quelli brevi del cinema, delle performance e degli eventi. Differenti e molteplici anche i linguaggi: arti figurative, cinema, musica. Il programma espositivo sarà l’ossatura ma la carne sarà tanto altro.
Il MACRO riapre ma non rimane all’interno delle sue mura: le travalica, le sfrangia per accogliere e protendersi verso le altre realtà culturali presenti a Roma, soprattutto spazi indipendenti e collettivi artistici.
Il MACRO riapre al pubblico l’11 dicembre e mostrerà subito i segnali di quello che il museo sarà: una nuova stagione, da dicembre 2025 a aprile 2026, imperfetta e appassionante, come tutte le prime volte. Inaugurano l’11 dicembre quattro progetti espositivi a cui si affiancano da subito una programmazione di eventi live e una programmazione cinematografica, dedicata sia nuovi cineasti (il venerdì), sia a registi che hanno fatto la storia del cinema (la domenica). Roma, città capace di parlare al mondo, Roma contemporanea, Roma ibrida e caotica, Roma multiforme e sensuale, Roma caotica e sovrapposta. Il MACRO la accoglie e la osserva, la include e la restituisce in un lungo piano sequenza che accetta la casualità.
E noi siamo felici che finalmente il MACRO ritorni ad espletare la sua vera funzione: luogo di aggregazione, di formazione, di conoscenza, di scambio, di incontro, di dibattito. Ci possiamo riappropriare degli spazi. Lo speriamo, davvero. E proviamo a ricambiare, ad instaurare un sentimento di reciprocità. Devo confessare che di fronte a queste manifeste intenzioni, anche le mostre possono passare in secondo piano, nonostante quelle che ho visionato in anteprima convincono per la qualità delle proposte e degli artisti. Non mi interessa semplicemente fruire di un prodotto artistico. Mi/ci interessa abitare i luoghi, vivi attivi e lì stare, confrontarsi, discutere e ridere, ballare e leggere.
E quello che abbiamo visto oggi riflette proprio quanto è stato sottolineato in conferenza stampa: un desiderio non di completezza e assolutezza ma di esplorazione e dialogo.
Primo progetto: UNAROMA, a cura di Cristiana Perrella e Luca Lo Pinto, con l’allestimento dello studio Parasite2.0, vuole mostrare una delle tante Roma possibili, contaminata nei linguaggi, tra i quali il cinema che diventa la griglia di linguaggio. Unaroma si articola in tre tempi, proprio come le azioni di un film. Set, una prima parte più statica, espositiva, nel grande salone al piano terra, propone 40 opere di altrettanti artisti che operano a Roma, italiani e stranieri, che si susseguono su un lungo green screen, leit motiv di questo progetto che dal nastro verde a terra diventa luce al piano superiore nella zona dedicata al live. Gli artisti scelti non presentano lavori dedicati alla città ma traducono una visione del panorama contemporaneo della Roma di oggi. L’allestimento sul nastro verde si sviluppa in verticale, lontano dalle pareti espositive e si propone di diventare l’elemento sul quale anche lo spettatore può proiettare la propria immagine della città. Live, al primo piano, accoglie settimanalmente interventi dal vivo, concerti, dj set, conversazioni e talk, laboratori e proiezioni, che lasceranno tracce fisiche del loro passaggio. Off sono appuntamenti commissionati dal MACRO e realizzati nelle loro sedi da alcuni spazi indipendenti romani: Zone Zoo Art Forum, Kene, Spazio in Situ, Spazio Mensa, Post Ex, Lateral.
Nel corpo originario, nei diversi piani connessi dal ballatoio sospeso, abbiamo visitato gli altri progetti.
Abitare le rovine del presente a cura di Giulia Fiocca e Lorenzo Romito (Stalker), riflette su cosa significhi abitare oggi, analizzando le politiche di social housing di Roma. La mostra è un ampliamento del progetto presentato al Padiglione Austria nell’ultima Biennale di Architettura 2025: un laboratorio che ha confrontato le esperienze delle città di Roma e Vienna sulle possibili forme di abitare nell’attuale contesto di crisi ambientale e sociale.
One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze, a cura di Cristiana Perrella è dedicata al festival Dissonanze, che tra il 2000 e il 2010 ha trasformato Roma in un crocevia internazionale per la musica elettronica, la cultura digitale e l’arte. Interessante la sezione musicale, con i suoni di playlist, ispirate al festival, di musicisti contemporanei, in una stanza buia dedicata ed illuminata da luci blu, dove sedersi ed ascoltare oppure ballare. E noi abbiamo ballato.
Jonathas de Andrade. Sorelle senza nome, a cura di Cristiana Perrella, è il nuovo video dell’artista brasiliano, commissionato da Conciliazione 5, lo spazio per l’arte contemporanea promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede. Il video nasce da una ricerca condotta presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso e dedicata a una comunità di suore che, negli anni Sessanta in Brasile, ha intrecciato spiritualità, impegno politico e pedagogia sociale per trasferirsi poi a Roma, perché minacciate dalla dittatura militare, continuando come laiche l’azione a favore degli oppressi.
Si aggiungerà dall’11 dicembre la Rassegna Cine-città, in collaborazione con il CSC – Cineteca Nazionale, che propone una selezione di film, tutti a ingresso gratuito, da Pasolini a Fellini, da Comencini al Caligari e Visconti, da Elkann a Bhuiya, ed altri.
Bentornato MACRO, ti abbracciamo anche noi!
Conferenza stampa
UNAROMA
DISSONANZE
ABITARE
INFO
UNAROMA: https://www.museomacro.it/mostra/unaroma
https://www.museomacro.it/rassegna/live
DISSONANZE: https://www.museomacro.it/mostra/one-day-youll-understand-25-anni-da-dissonanze
DE ADRADE: https://www.museomacro.it/mostra/jonathas-de-andrade-sorelle-senza-nome
CINE-CITTÀ: https://www.museomacro.it/mostra/cine-citta
ABITARE: https://www.museomacro.it/mostra/abitare-le-rovine-del-presente















