DI CARMINE FORNARI
Ogni tanto Netflix ci concede qualche chicca inaspettata come questo Las Muertas, produzione messicana, girato tutto lì, con attori messicani, maestranze messicane, regista e sceneggiatore messicano. Oggi ci sono 3 grandi registi (Cuarón, Del Toro e Iñárritu) che hanno rivoluzionato il cinema e, in qualche modo, questa ricerca sul linguaggio pare abbia contaminato opere della lunga serialità televisiva, produzioni che oggi fanno da padrona, in termini di budget, penetrazione nel mercato audiovisivo e creazione di nuovi contesti e territori per la distribuzione dal web.
In Las Muertas, seguendo le vicende delle sorelle Poquianchis, organizzatrici e proprietarie di una rete di bordelli in Messico, dagli anni quaranta ai primi dei sessanta, si coglie subito quella cifra stilistica che fa riferimento a una sorta di contaminazione con il realismo magico sudamericano, attraverso l’elaborazione delle storie, degli ambienti e dei personaggi riferibili a una rilettura molto interessante e originale della chiave letteraria nell’ ambito della lunga serialità audiovisiva.
Le sorelle Serafina e Arcangela Balandro, che per quindici anni hanno guidato il bordello Rancho El Angel, hanno nascosto un sistema di potere e interessi politici ed economici dietro la gestione di giovani ragazze ridotte in una atroce schiavitù sessuale. Le due sorelle si trasformano poi in un inedito duo di serial killer, in una ambientazione quasi famigliare del tipo ”volemose bene”, con pranzi e cene comuni in una “casa” che però è piena di ombre, silenzi e grida, crimini nascosti, corpi fatti sparire sottoterra, nel cortile di casa, sotto il bucato steso, corpi di ragazze che non sono riuscite a sopravvivere alla brutalità di funzionari corrotti, alle morbosità incontrollate di ufficiali dell’esercito, di uomini politici il cui potere era intoccabile e senza limiti.
Le sorelle protagoniste della serie Las Muertas si ispirano alle figure reali di Delfina, María del Carmen, María Luisa “Evie” e María de Jesús González di cui la serie in qualche modo sembra voler eludere i crimini perpetrati direttamente da loro, ma invece è come se si trovassero a fronteggiare crimini causati dai clienti. Fatto sta è che nel dibattimento reale che seguì al loro arresto, la condanna era per 91 donne uccise, anche se si parlava di circa duecento cadaveri.
Nel suo testo originale l’autore chiarì: “Con la parola magico in opposizione a mistico si vuole indicare che il mistero non si inserisce nel mondo rappresentato, ma che si nasconde e palpita dietro di esso”.
Cioè il crimine efferato nasce nella società che lo ha reso possibile con le sue ipocrisie, la sua violenza, la sopraffazione, la mancanza di giustizia.
LAS MUERTAS
Diretta da Luis Estrada
Con Paulina Gaitán e Arcelia Ramírez.
Mini serie messicana in 6 episodi basata sul romanzo del 1977 di Jorge Ibargüengoitia, ispirato a “Las Poquianchis”
Prima messa in onda il 10 settembre 2025 su Netflix.