Accendi una finestra: un libro con le poesie di Claudia Quintieri e le fotografie di Roberto Vignoli

DI MARIA ARCIDIACONO

 

La poesia di Claudia Quintieri (Accendi una finestra, con foto di Roberto Vignoli, Robin Edizioni, Roma 2024) è abitata da creature inquiete e sognanti che si aggirano in ambienti dove l’incanto si alterna al pathos. I suoi versi sono ricchi di passaggi rapidi: dall’introspezione al dramma, dalla sensualità seduttiva alla sofferenza emotiva.

Queste finestre evocate nel titolo sono diaframmi attraversabili dal nostro sguardo: Quintieri ci fa spiare tra le pieghe dei corpi che descrive, li sentiamo respirare, avvertiamo l’intensità della passione, mentre le foto di Roberto Vignoli aprono a orizzonti sontuosi, spalancano le porte su grandi sale silenziose. Un equilibrio tra osservazione visiva e slancio poetico che risiede nel vivere insieme dei due autori, in un connubio creativo di dolce confronto e condivisione.

Tra le presenze evocate tra le righe – si presume parzialmente autobiografiche, ma nelle quali chiunque si può riconoscere – c’è un cooprotagonista d’eccezione: è Antinoo, figura la cui esistenza storica è saldamente ancorata al regno di Adriano. L’amante perfetto per un imperatore romano che ha lasciato tanto di sé nei suoi scritti, nella ricchezza dei resti monumentali della celebre Villa, i cui nomi evocano viaggi trasfigurati in ardite architetture. Fu anche un genero riconoscente, perché dedicò addirittura un tempio all’amata suocera Salonia Matidia e che poteva quindi permettersi di divinizzare anche questo giovane nato in Bitinia, semplicemente perché lo amava. E lo amava a dismisura.

Il fantasma di Antinoo si era fatto marmo già da secoli quando, disseppellito, venne ad abitare a Villa Mondragone (Monte Porzio Catone – Roma), ben prima di trasmigrare nel Museo del Louvre, e, mentre Yourcenar compie da Parigi un viaggio d’incanto nell’esistenza dell’imperatore innamorato, Quintieri si aggira nelle sale della villa a rintracciare dialoghi, respiri, amplessi, lasciandosi mancare «in un cesto di fiori», proseguendo in una scansione continua – sonora, visiva, persino olfattiva – di ogni traccia percepita che i suoi versi saranno poi in grado di orchestrare. Ma non ci sono suoni, né umori, né apparizioni da individuare nel bianco e nero degli scatti di Vignoli, regna il silenzio del tempo nei corridoi deserti e nei discreti affacci in giardino, traspare la traccia lieve del tepore di un privilegio casalingo, appartenente a coloro che nel tempo vi avevano vissuto.

La dimensione della poesia si attaglia con naturalezza alla poliedricità creativa di Claudia Quintieri, che ha tratto ricca esperienza dalle consolidate frequentazioni con la video arte per ricavarne – quasi un’alchimista – vivida essenzialità tra immagine e parola. Versi che si intersecano perfettamente con le inquadrature accurate di Roberto Vignoli, che non ne sono preambolo, né cornice, né sintesi, bensì percorso parallelo di una comune ricerca espressiva.

 

 

Il libro sul sito della casa editrice:
https://www.robinedizioni.it/nuovo/accendi-una-finestra/

 

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