DI IVO MEJ
È sempre una grande soddisfazione vedere un’opera d’arte che diventa col tempo anche un’iniziativa culturale di ampio respiro.
Anche di più, quando si tratta di quella di un amico che condivide un progetto, come questa testata.
Quando Sergio Mario Illuminato, l’artista fondatore e Direttore Responsabile di questo magazine, decise di dedicare oltre un anno della propria vita al progetto ‘Vulnerare’ invadendo l’ex Carcere pontificio di Velletri, nessuno avrebbe potuto immaginare che da quella mostra delle proprie opere pittoriche site specific, arricchita dalle coreografie danzanti di Patrizia Cavola e Ivan Truol della Compagnia Atacama, con Camilla Perugini e Nicholas Baffoni, sarebbe poi nato un cortometraggio sperimentale così importante e fortunato.
Oggi la testimonianza registrata di quella esperienza tra le antiche mura di Velletri, testimoni di tanta miseria e sofferenza, “Vulnerare” ha conquistato NewYork con una presitigiosa nomination avuta per il festival del cinema della metropoli americana.
Il cortometraggio di Sergio ha ricevuto la nomination nella categoria “Best Experimental/Music Film” alla 9ª edizione del prestigioso festival e Vulnerarte Magazine non può che esserne felice ed orgogliosa.
La selezione newyorkese rappresenta un importante riconoscimento internazionale per un’opera che trasforma due secoli di memoria carceraria in linguaggio artistico contemporaneo, portando la creatività italiana nel cuore della scena culturale americana.
Ma questa nomination è anche un passo importante per il progetto IOSONOVULNERABILE e per il Movimento VulnerarTe APS, entrambi fondati ed animati da Illuminato, che promuovono attraverso l’arte e il linguaggio audiovisivo una riflessione potente e attuale su fragilità umana, rinascita, riscatto e memoria collettiva.
La valutazione della categoria “Best Experimental/Music Film” del Festival of cinema NYC è stata operata da una giuria multidisciplinare di grande prestigio nel panorama cinematografico e audiovisivo internazionale:
- Dito Montiel, regista e sceneggiatore (“A Guide to Recognizing Your Saints”, “Man Down”)
- Anna Garduno, executive producer e coach per Netflix
- Amy Peters, vincitrice di Emmy Award per contenuti televisivi e documentari
- Doug LeClaire, fondatore e direttore del festival itinerante Asbury Shorts USA
- Isil Bagdadi, presidente di Cavu Pictures, esperta di distribuzione internazionale
- Raye Levine Spielberg, attrice emergente nel teatro e nel cinema indipendente
- David Josh Lawrence, responsabile acquisizioni di Glass House Distribution
A determinare la scelta della giuria di selzionare ‘Vulnerare’ come miglior film sperimenta d’arte 2025 hanno contribuito la fotografia di Federico Marchi e Roberto Biagiotti (che gioca con il passaggio dal bianco e nero del passato all’esplosione di colori della rinascita) e, soprattutto, la colonna sonora di Andrea Moscianese con il sound design di Davide Palmiotto che accompagnano lo spettatore dalla drammaticità carceraria verso un orizzonte di possibilità creative.
Con ‘Vulnerare’, quindi, Sergio Mario Illuminato porta nella Grande Mela il suo innovativo approccio artistico da lui definito ‘Cinema della Soglia’: una metodologia artistica che privilegia l’improvvisazione, l’ascolto emotivo e la trasformazione dello spazio reale in luogo simbolico.
il film, prodotto durante sei mesi di attiva residenza artistica nell’ex carcere di Velletri, vuole trasformare la vulnerabilità umana, rappresentata dai poveri residui delle miserie di chi fu detenuto, in una forza creativa inarrestabile; un luogo di dolore in una vera e propria cattedrale dell’arte, per raccogliersi e riflettere sulla caducità delle cose umane ma anche sulla loro incomparabile bellezza.
A Vulnerarte Magazine siamo certi che prendere parte ad un Festival così importante aprirà nuove possibilità per la distribuzione internazionale del bel film di Sergio, ma il riconoscimento si inserisce in un percorso artistico più ampio già tracciato da Illuminato, che proseguirà nel 2026 con la realizzazione del primo lungometraggio dell’artista: “La soglia di Basalto”, interamente ambientato nell’isola di Pantelleria.
Un film che già dalle prime dichiarazioni del regista, intende approfondire il legame tra natura, memoria e trasformazione interiore nel tempo degli umanoidi e dell’intelligenza artificiale, in continuità con la poetica del “Cinema della Soglia”.