Elettra. Eccomi

DI ROBERTA MELASECCA

 

Sono rimasta un’ora e mezza dentro i suoi occhi, persa nello sguardo della follia dolorosa che trasforma anche le ossa.

Tanto lontana dalla dimensione dell’odio, tanto più vicina a quella della disperazione che riga il viso, Elettra mi ha condotto per mano in quella parte di me che ho imparato ad accettare.

Elettra non nega, non rinnega. Accoglie le lacrime, il corpo straziato, il vestito lacero. Attraversa i sentimenti che si avvicendano, la gioia, l’abbandono, il tradimento, l’allontanamento, l’annullamento. Il suo viso, teso e lento, cosparso di saliva, racconta la mia storia, diversa per esperienze e narrazioni ma animata dalla stessa forza creatrice e distruttrice.

Non sono mai stata brava ad essere moderata e adesso Elettra, con le sue carni bianche, mi ricorda che non è necessario esserlo. È indispensabile invece farsi percorrere, guardare il vuoto nel punto più cavernoso, toccare le fredde spoglie dell’amore estinto e rimanere inermi a strapparsi i capelli e gridare al vento.

Non è pazzia. Non è incapacità. È profonda aderenza, è sentirsi intrisi a tal punto da non poter dimenticare quello che determina chi sono. La mia possibilità di essere dipende dalla capacità di affermare.

Non ho timore di essere giudicata. Giudicatemi pure, urlatemi contro che è disdicevole non mantenere il controllo. Ma io conosco un solo modo per alzare la testa e guardare avanti. Allora sgrano gli occhi e mi aggrappo alle mille tessere di cui è fatto il mio cuore. Strappo uno strato alla volta, uno dopo l’altro, e lo nomino. Lo chiamo ad alta voce e sotto ogni brandello di pelle tolta intravedo il cielo che rischiara oltre il mare.

Pietra su pietra, cammino scalza e il freddo non allenta l’ardore che si cela. Elettra è ogni donna che dice di esserlo, è ogni madre non nata, ogni sorella perduta, ogni figlia dispersa.

Non mi vergogno di essere come lei. Riconosco ogni singola perdizione, ogni cosa che ho dovuto abbandonare. E fiera, risalgo il crinale del monte, con i piedi gonfi e il respiro pesante. Non un giorno dimentico cosa mi ha fatto divenire così e rendo grazie e sorrido.

Eccomi, sono io.

 

 

Elettra è Sonia Bergamasco
Clitennestra è Anna Bonaiuto
Oreste è Roberto Latini
Cristotemi e Silvia Ajelli
Corifea è Bruna Rossi, Paola De Crescenzo, Giada Lorusso
Pedagogo è Danilo Nigrelli
Egisto è Roberto Trifirò
Pilade è Rosario Tedesco

Elettra è di Sofocle
tradotta da Giorgio Ieranò
orchestrata dalla regia di Roberto Andò
con una potente scenografia allestita nel Teatro Grande di Pompei

11-12-13 luglio 2025

Teatro Grande – Pompei
In onda su Raiplay fino all’8 settembre 2025

https://www.raiplay.it/programmi/elettrateatro

Immagini dal sito ufficiale
https://www.teatrodinapoli.it/evento/elettra-2
@FRANCA CENTARO

 

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